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    8/31/2008

    Scomparsa

    Per una serie di motivi, ho deciso che sparirò per un po' anche dal mondo di internet (in particolare da messenger), salvo casi eccezionali.

    Chi ha il mio numero di cellulare può utilizzarlo per contattarmi in caso di necessità, nel caso il mio indirizzo email non bastasse.

    8/24/2008

    L'estate più breve

    Quando ho saputo che quest'anno avrei avuto solo 4 settimane a disposizione per le vacanze estive, probabilmente non mi rendevo effettivamente conto di quanto in fretta sarebbero volate; tuttavia, poichè il tutto fa parte del compromesso per vivere a Milano, sono stato ben disposto ad accettare la cosa.

     

    Tra il ritardo della mia partenza per poter partecipare al compleanno della Celeste, all'anticipo del mio ritorno per potermi riorganizzare la vita qui al nord più facilmente, si può dire che la mia estate è durata poco più di una decina di giorni. Tutto sommato però, mi va bene così; recupererò la prossima magari. Del resto, sono andato a mare 2 volte (la metà dell'anno scorso, che credevo di aver fatto un record), ho mangiato una discreta quantità di granite e ho fatto la nottata in magazzino con gli amici a giocare a Smash, con susseguente colazione a base di cornetto caldo (cosa a cui, tenevo particolarmente); l'unico mio desiderio non esaudito è stato il falò in spiaggia, che in realtà era stato organizzato, ma in qualche modo è fallito (mi piace pensare che la causa sia stata il maltempo, anche se ignoro le vere ragioni).


    Stento a crederci persino io, ma sono stato fortunatamente capace di dividermi bene il tempo, in maniera che il vecchio caro PC fisso totalmente imputtanato, potesse finalmente ricevere un accurato trattamento epurativo che lo ha svuotato di ogni tipo di bene virtuale che possedesse; ora si trova in attesa di un formattone che lo riporti ad uno stato di normalità. Gli anni di non-format, le puttanate su puttanate e il letterale abuso di ogni componente di quel computer, l'avevano reso praticamente impossibile da utilizzare da una persona che non fossi io; e questo, in un certo qualmodo, aveva un suo fascino; in altre parole mi ero affezionato a quello strano modo di funzionare; inutile per parecchi versi, ma sempre affidabile per altri, quel PC era parecchio navigato, ma il capitano ero io. A differenza di altre persone quindi (compreso me stesso qualche anno fa), non riuscivo a prendermela con quella macchina, che in fondo dava problemi a causa mia. Giusto per citare qualche particolarità: mostra strane linee multicolore mentre ci si trova in DOS o in programmi a schermo intero; non è in grado di eseguire la maggior parte dei giochi tridimensionali; è incapace di installare alcuni aggiornamenti del sistema operativo; inoltre, dopo diversi aiutini per convincerlo a spegnersi (Task Manager alla mano, si devono chiudere i programmi per lui, che da solo non ce la fa) al posto del tipico suono da uscita da Windows XP, si riceve quello di un messaggio d'errore; infine, una volta acceso, produce un rumore infernale che se inizialmente è un fastidioso ronzìo da ventilatore, col tempo si evolve in frullatore, lavatrice e (dopo ad esempio una mezza giornata) una sorta di motore di cui varia costantemente l'intensità (in quei casi a volte, si sente anche dal cortile fuori se lascio la finestra aperta); un rumore che riconosco come familiare, ma che mi inquieta parecchio; del resto quel computer mi ha condotto ad una specie di prigionia, anche se preferirei chiamarla simbiosi irremovibile. Ciò che voglio dire è che quel marchingegno aveva acquistato una sorta di personalità (per me ovviamente), e quasi mi dispiace doverlo rimettere in sestoA bocca aperta. In tutta sincerità non so ancora che pezzi si debbano cambiare una volta effettuato il formattone, perchè non ho la minima speranza che basti a risolvere tutto; lì dentro c'è sicuramente qualcosa di fisicamente rotto, che sia la scheda video, o quella di rete o la ventola o altro.

    Tutto ciò che mi serviva fare con quel computer in quel periodo era vedere film o ascoltare musica (con un 7.1 è tutta un'altra cosa rispetto a questo Mac con un'orrida scheda audio e una cassa rotta), e per fortuna non ho avuto problemi in quello.

    Non sono riuscito invece, a sistemare il mio vecchio caro 6630, che ormai giace perennemente spento, con la sola utilità di rubrica telefonica. Ma un giorno, ce la farò...

     

    Oserei dire che il tempo limitato mi ha permesso di assaporare maggiormente tanti piccoli particolari della mia permanenza lì. In fondo c'erano diverse cose, esseri viventi e abitudini che, sebbene appartenessero a quel luogo che ho sempre odiato, mi mancavano.

    Eppure, è stato straniante (sebbene molto piacevole) essere nuovamente catapultato in quel tenore di vita tanto diverso a quello di Milano; in quella dimensione alternativa ho avuto modo di rilassarmi e dimenticare per un po' che in realtà la mia vera vita è nello sfacelo totale.

     

    Ormai sono tornato a "casa" da qualche giorno e domani mi ricominceranno le lezioni. Forte dell'apparente incoraggiamento e ottimismo accumulati a Lipari, sto tentando di rimettere in ordine la mia vita o, per meglio dire, salvare il salvabile.

    Spero solo che prima o poi, riuscirò a riprendere le redini di questa carrozza impazzita, e a ricondurla nella strada giusta, per quanto possibile.

    8/16/2008

    "Le cose sono fatte per cambiare"

    Credo che difficilmente una frase mi rimarrà così impressa come quella che da il titolo a quest'intervento. Tale aforisma rappresenta per me, la pressocchè totale inaffidabilità delle persone, dalla prima all'ultima. Perchè lanciarsi in rapporti profondi con il prossimo, se essi andranno prima o poi incontro ad una inesorabile fine? Gli esseri umani sono esseri imprevedibili, che celandosi dietro un falso altruismo fanno sempre e solo ciò che più gli aggrada; sono soggetti a cambiamenti, malattie, morti; non conosco niente di più effimero e inaffidabile di un essere vivente. Tutti finiranno per ferire il prossimo, è solo questione di tempo.

    Ho commesso fin troppo spesso, in passato, l'errore di affidarmi agli altri, di credere vivamente in un qualcosa, che fosse amicizia o più; per questo motivo ho deciso di allentare il più possibile i rapporti col prossimo, d'ora in avanti, allo scopo di ridurre i danni.

    "Le cose sono fatte per cambiare", "Le cose sono fatte per cambiare", continua a ronzarmi in testa, questa frase; come a volermi convincere che devo crederci fino in fondo, senza illudermi nuovamente.
    "Le cose sono fatte per cambiare", e noi non possiamo che rimanere inermi a guardarle, poichè i nostri sforzi per farle tornare come prima, risulteranno pressappoco futili.

    Le cose su cui dobbiamo contare sono quelle che rimarranno eternamente, e di solito si tratta di quelle che abbiamo dentro di noi: le certezze, i principi o, più semplicemente, noi stessi.
    Siete liberi di pensarla diversamente, se volete, ma questo è ciò a cui, d'ora in avanti, ho deciso di credere.

    "Le cose sono fatte per cambiare", così dicendo, Apollo uccise Dionisio.