Riccardo's profileThe Coldheart Dunther Ca...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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10/31/2008 Un Halloween di partenze II, e cellulari riesumatiAl contrario di ogni mia aspettativa, ho trovato in extremis un compagno di viaggio con cui organizzare anche quest'anno una gita a Lucca in occasione del Lucca Comics & Games 2008. Lo scorso Halloween non ero particolarmente interessato a festeggiare, per via della incombente partenza (a differenza di due o tre anni fa), mentre quest'anno non ne ho proprio l'occasione, o perlomeno non in maniera del tutto arbitraria visto che in questo momento mi trovo a Lucca. Forse, e dico forse, pubblicherò un resoconto anche quest'anno, ma per diverse motivazioni esso sarà parecchio più ristretto di quello dell'anno scorso, soprattutto perchè la fiera non sarà egualmente coinvolgente nei miei confronti dal punto di vista emotivo, o almeno questo è quanto ritengo più probabile.
Comunque volevo fare un altro annuncio importante: poichè ne ho avuto la stretta necessità, ho rimesso in funzione il mio vecchio Nokia 6630, che era in aspettativa da circa un anno. Questo vuol dire che posso nuovamente ricevere e ricambiare gli squilli e che (sebbene io lo trovi scomodo come mezzo di comunicazione) d'ora in avanti potrete nuovamente contattarmi lì, in mancanza di alternative. 10/27/2008 Perchè?Io...non capisco. Non capisco perchè. Non capisco; non capisco. Sono così debole ed indifeso da tutti questi eventi, e più stringo i denti più va tutto male, maggiore è il passato che mi lascio alle spalle e minore è il futuro mi ritrovo davanti.
Devo forse morire? È questo che la vita sta cercando di dirmi? Devo mollare tutto e gettarmi da qualche parte? Continuo a non capire. 10/12/2008 Momento di buonumore Ieri ho ricevuto una buona notizia, che non allevia o risolve in alcun modo i casini che sto passando per ora, ma quantomeno mi aiuta a distrarmene leggermente. Sono stato nuovamente pubblicato su Nintendo La Rivista Ufficiale. In tutta sincerità, sin da quando ho cominciato a scrivere la mail, avevo la certezza che sarei stato con tutta probabilità nuovamente Lettore del Mese, visto che ormai conosco più o meno cosa premiano e cosa no. Poichè quando fui eletto Koopa del Mese (ai tempi li chiamavano così) ancora non regalavano nulla, gloria esclusa, avevo un forte desiderio di riuscire a conseguire nuovamente l'obiettivo, in maniera da potermi portare a casa qualcosa questa volta Allego una scansione della rivista (N°84 - Novembre 2008): ![]() Riporto qui sotto quella che invece era la mail originale, che è stata ragionevolmente (e forse un po' frettolosamente) tagliata: 19/15/2008 Orario tre le 3 e le 5 del mattino. Cara redazione di NRU, vi ricordate di me? È un bel po' che non vi scrivo; ultimamente non ho avuto molto tempo per leggere per intero le vostre riviste, come ero solito fare, ma rimango comunque un vostro affezionato lettore (finchè tenete quel bollino dorato Nintendo sarà dura resistere). Spinto dall'incapacità di prender sonno e quindi dal conseguente flusso di coscienza e ovviamente dalla progressiva ascesa di ispirazione, ho deciso di scrivervi questa mail per condividere con voi parte dei miei pensieri. Oggi (iere, se consideriamo la mezzanotte passata) sono stato ad un Evento Pokémon tenutosi a Milano, dove è stato proiettato uno dei tanti film (credo sia il decimo lungometraggio) dei mostri tascabili. Del resto, era gratis, i videogiochi mi piacciono, gli anime mi piacciono, i Pokémon mi piacciono, perchè non andarci? Sinceramente, vista la natura piuttosto anonima della notizia che lessi per caso sul sito della Nintendo, mi aspettavo un numero di persone piuttosto esiguo, principalmente composto da pochi accaniti che tramite internet erano venuti a conoscenza di tale manifestazione. Con mia grande sorpresa però, mi sono ritrovato davanti ad un'immensa folla di bambini e relativi genitori, organizzati in una fila di cui non si capiva nè la fine nè l'inizio. Una legione di bimbi con DS Lite in mano, intenti a scaricare l'esemplare di Darkrai che vagava nell'aria grazie alle prodezze della tecnologia wireless, e a fare conoscenze tra loro. L'istinto è stato quello di tirar subito fuori il mio vecchio e usurato DS (primo modello mattone-grigio, un po' ammaccato ma ancora funzionante). La Sala Contatto, che solo poche volte in vita mia aveva potuto benificiare di un'altra persona al suo interno oltre il sottoscritto, era completamente piena di allenatori, con un continuo ricambio degli stessi poichè evidentemente il numero massimo era stato di gran lunga superato. Dall'alto (si fa per dire) dei miei 20 anni, sperduto in quell'esercito di piccoli allenatori che senza nemmeno sapere quale delle tante persone con un DS in mano fossi, continuavano a propormi scambi o lotte che, quasi imbarazzato, mi ritrovavo costretto a rifiutare, viste le condizioni penose del mio savegame (non toccavo la cartuccia da parecchio tempo). Nonostante le condizioni critiche della fila, la mancanza di posti e il mio essere comunque una sorta di "infiltrato" in mezzo a tutti quei ragazzini, devo ammettere che mi sono divertito un mondo nell'osservare ciò che accadeva, mentre attendevo la proiezione del film (che poi è arrivata, ma in verde, nel senso che si vedeva tutto dietro una sorta di filtro verde, colore che adoro ma...). Guardando la situazione dal punto di vista sociologico, è piacevole vedere come non solo l'esperimento di Nintendo sia riuscito, ma sia ancora perfettamente funzionante, anche se magari non diffuso come ai tempi in cui ci fu il boom. Strategie di marketing a parte, l'idea alla base delle versioni complementari è creare un rapporto che mescoli la competizione alla cooperazione tra i vari allenatori, e in entrambi i casi ciò risulta in nuove conoscenze. Pokémon è un gioco matematico, i Pokémon stessi sono ammassi di statistiche, percentuali, numeri; eppure, giocandoci si crea qualcosa di più di un semplice utilizzo di formule algebriche per avere la meglio in una battaglia; si crea un'alchimia tra i Pokémon e il giocatore, che è avvalorata dalla presenza dell'importantissimo elemento che è il confronto con gli altri. Tramite questo principio, qualunque entità, sia essa reale o virtuale, può godere di un valore aggiunto, che è dettato dall'affezionamento di un individuo verso la stessa; ed è su tale principio che fa leva il successo di questa serie. Quando, ai tempi di Pokémon Rosso/Blu, sentivo parlare di Pokémon come strumento di socializzazione, potevo solo immaginare il potenziale di tale cosa, poichè a quell'epoca non vivevo in un paese dove i videogiochi fossero particolarmente diffusi, senza contare che ero forse l'unico a disporre di un cavetto link, indispensabile per gli scambi. Dopo non molto tempo, la "moda" Pokémon cessò, e di colpo mi ritrovai l'unico a continuare a seguire la serie, in alcuni casi persino in segreto. Da allora in me si fece sempre più strada l'idea che ormai la serie era quasi morta, e che comunque i bei tempi fossero passati. Ma vedendo tutta quella gente, tutti quei bambini, molti di essi troppo piccoli per essere fan dalle vecchie generazioni, mi rendo conto del fascino sempiterno che queste creature riservano anche ai neofiti, e che il fattore nostalgico non va ad intaccare la qualità oggettiva di quei videogiochi. Lasciando stare l'improvviso crollo di popolarità, dovuto ad una misteriosa "presa di coscienza" da parte dei giocatori, che hanno cominciato a ritenersi troppo adulti per quel genere di cose, c'è da sempre stato un problema che ha afflitto la serie di Pokémon, e che si è in parte riversato sulla Nintendo. Prendiamo ad esempio Super Mario. Un'icona, un personaggio rispettato da tutti, ignoranti a parte, per ciò che rappresenta; è stato il compagno di giochi dell'infanzia, dell'adolescenza o dell'età adulta di un po' chiunque. Con la serie Pokémon invece, la situazione è palesemente diversa: ci troviamo di fronte ad un forte pregiudizio di fondo nato dall'idea che sia per bambini, e per questo non gli si da il rispetto che merita. Di videogiochi ne ho fatti tanti, e penso di avere l'autorità necessaria per dire, senza alcuna nostalgia o pregiudizio, che Pokémon, nonostante in certi campi non raggiunga la complessità di altri titoli del suo genere, contiene parecchi tratti distintivi che lo rendono un ottimo esponente dei giochi di ruolo, e l'unico con una componente multiplayer così funzionale e complessa, che un po' mi ricorda i giochi di carte collezionabili, di cui guardacaso Pokémon è uno dei rappresentanti. Sebbene ormai non mi ritenga più un allenatore professionista, è sempre emozionante iniziare una nuova avventura, e non mi faccio più problemi ad ammetterlo; certo, invidio quei bambini che probabilmente si stanno divertendo molto di più di quanto abbia potuto fare io alla loro età e, se potessi, tornerei di certo a farlo, ma sono contento che le nuove generazioni possano godere dello stesso genere di esperienze che all'epoca feci io, sperando che anche loro col tempo, non rinneghino il loro passato, la loro gioia dell'essere bambini e l'innocenza del divertirsi con un videogioco senza paura del pregiudizio altrui. PS: Aggiungo che mentre percorrevo (o meglio, cercavo) la via del ritorno, ho avuto modo di conversare con un altro sopravvissuto della "strage della presa di coscienza", un diciannovenne che condivideva la mia passione, rassicurante incontrarne un altro, considerando che in mezzo alla folla non ne avevo visti. Non si cresce mai abbastanza ma si cresce sempre troppo. Coldheart Dunther, eterno bambino imprigionato nella vita di un adulto. In tutta franchezza, speravo mi avrebbero regalato un gioco, ma sono comunque soddisfatto poichè quelle action figure rientrano nella tipologia di cose che vedo spesso alle fiere del fumetto, ma non compro per via del prezzo proibitivo. Comunque, per chi non lo sapesse, sono già stato pubblicato altre 2 volte (più una in saluto del mese, e una nella lista dei non pubblicati); se siete interessati a vedere anche quelle scansioni, ecco i due interventi del mio blog dove le ho pubblicate: Una fine ed un inizio Wii Ora devo aimè salutarvi; spero di poter tornare in vita presto, ma non ci conterei troppo... |
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